Osservate bene l'albero del fico e le altre piante (Lc 21, 29). L'invito di Gesù ad osservare le piante per avvicinarsi a Dio, è rivolto soprattutto a noi che trascorriamo gran parte della nostra vita al chiuso e spesso non ci accorgiamo che il mandorlo è in fiore o l'abete ha prodotto nuovi germogli. Quando siamo a stretto contatto con la natura, acquisiamo maggiore capacità d'ascolto, riscopriamo le cose essenziali, ci avviciniamo di più a Dio.
Apologo
Giudici 9, 7-15
Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: "Ascoltatemi, signori di Sichem, e Dio ascolterà voi!Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di essi. Dissero all`ulivo: Regna su di noi.Rispose loro l`ulivo: Rinuncerò al mio olio, grazie al quale si onorano dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?Dissero gli alberi al fico: Vieni tu, regna su di noi.Rispose loro il fico: Rinuncerò alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, e andrò ad agitarmi sugli alberi?Dissero gli alberi alla vite: Vieni tu, regna su di noi.Rispose loro la vite: Rinuncerò al mio mosto che allieta dei e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?Dissero tutti gli alberi al rovo: Vieni tu, regna su di noi.Rispose il rovo agli alberi: Se in verità ungete me re su di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e divori i cedri del Libano.
Con l'apologo di Iotam, ultimo figlio di Gedeone, la parabola degli alberi che si mettono in viaggio per eleggere un re - si esprime una critica al regime monarchico considerato "inutile e dannoso" come il rovo che non offre ombra per ripararsi, ma alimenta il fuoco distruttore (Gdc 9,7-20) (Fabbris).Il brano che viene presentato costituisce, forse, una delle pagine meno note della Bibbia, eppure la sua forza e la sua pungente ironia risultano di un'attualità straordinaria. L'olivo e il rovo, il fico e i cedri del Libano, la vite e gli alberi trovano posto in questa antica poesia ebraica, in cui risuona un dialogo antico e pur attuale: essere oppure apparire? Il rifiuto da parte dei migliori candidati (l'olivo, il fico, la vite) è motivato dal desiderio di non perdere la propria natura, il proprio vero dono; la inadeguatezza minacciosa del rovo a regnare sugli alberi esprime la superficialità di chi, non conoscendosi, offre una disponibilità inconsistente e pericolosa. Potremmo continuare la nostra riflessione chiedendoci: cosa è l'autorità, cosa è il servizio? Nelle nostre relazioni a chi sorridiamo con sincerità, con chi stiamo volentieri? Non è forse vero che avvertiamo benevolo e piacevole chi, non camuffatosi, si mette in gioco per ciò che è veramente?